Assembela pubblica al Parco Cerillo

Il Comune di Bacoli il 12 settembre 2022 ha pubblicato un bando per assegnare a privati il chiosco e alcune aree del Parco Cerillo, spazio pubblico vivo e inclusivo dal 2015 grazie al lavoro e all’impegno degli ultimi sette anni dei giovani e del terzo settore e in particolare della Cooperativa Sociale Tre Foglie, meritevole di aver riqualificato l’area – prima abbandonata e inaccessibile nonostante diversi milioni di euro di fondi europei spesi dalla pubblica amministrazione per la riqualificazione – e di averla restituita alla comunità, con una cura esemplare degli spazi che ha permesso ad un luogo che prima non esisteva di diventare un polo culturale di riferimento e un presidio essenziale di comunità e crescita sana per i giovani e i soggetti fragili che qui hanno trovato possibilità occupazionali e opportunità di vera integrazione sociale 

Il Comune di Bacoli ha continuato sulla sua strada nonostante ben due comunicazioni istituzionali di “Confcooperative Federsolidarietà Campania” e “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Coordinamento regionale della Campania” e ulteriori solleciti che richiedevano un confronto per individuare il percorso giuridico più idoneo a sostenere questa virtuosa esperienza di riqualificazione di un bene comune, tra l’altro avviata nel 2015 con la partnership della stessa amministrazione comunale e con il sostegno del Dipartimento della Gioventù che con risorse dell’Avviso Pubblico “Giovani per la Valorizzazione dei beni pubblici” ha sostenuto parte dei costi della riqualificazione.
Nessuna risposta c’è stata a queste richieste ufficiali ed ai solleciti. Una chiusura inspiegabile, così come la scelta di cancellare i meriti di tanti giovani e del terzo settore che hanno scritto una storia ormai nota anche fuori dai confini regionali.

Lo slogan “Il Parco Cerillo non è un chiosco” sanziona la scelta dell’amministrazione che ha fatto prevalere ragioni di natura commerciale e un bando rivolto a privati e al mondo profit, mortificando il lavoro ed i sacrifici di tanti giovani che hanno creato un parco pubblico vivo e inclusivo laddove prima era un luogo abbandonato e inaccessibile, con proprie risorse e zero spese per il Comune di Bacoli che oggi cancella questo merito e questa esperienza di rigenerazione di un bene comune e non tiene conto dell’impatto sociale, delle ricadute occupazionali, della restituzione alla pubblica fruizione di un bene in disuso.

Quello che viene definito “chiosco” è in realtà l’agribar ricavato dalla ristrutturazione del locale in cui avrebbe dovuto esserci un custode…che non c’è mai stato. Il vero motore economico dell’opera di pubblica utilità della Cooperaitva Sociale Tre Foglie che grazie ai proventi dell’attività ha potuto in questi anni garantire la manutenzione del Parco, attività culturali e d’integrazione sociale, servizi che rispondono ai bisogni espressi dalla comunità e l’inserimento lavorativo di 12 giovani tra i quali soggetti svantaggiati. Si tratta infatti  di una cooperativa sociale di tipo B, il fine è lo scopo mutualistico anziché quello lucrativo e si occupa in primo luogo  dell’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.

Nel nuovo bando il “chiosco” servirà legittimamente ai privati per lucrare. L’attività commerciale non sarà finalizzata, come finora, a recuperare le risorse finanziarie necessarie per il pagamento degli stipendi e per la manutenzione e la valorizzazione del Parco. Servirà al nuovo concessionario privato per lucrare.
Nessun impegno occupazionale è richiesto.
Nessuna esperienza nella gestione di beni pubblici è richiesta.
Nessun servizio è richiesto per continuare i percorsi terapeutici e d’inserimento lavorativo per soggetti svantaggiati.

Con un bando sono stati cancellati i posti di lavoro di 12 giovani bacolesi ed un parco pubblico libero, vivo e inclusivo. Viene cancellato un bene comune. Viene cancellata una storia di riqualificazione e valorizzazione che e’ diventata un modello di inclusione di soggetti svantaggiati e di gestione di beni pubblici che si riaprono e vivono senza costi per gli enti pubblici e per la collettività. 
Ma soprattutto viene affermato un concetto che prova a stroncare il messaggio di SPERANZA e BELLEZZA che questa esperienza rappresenta, come tante altre: quello secondo cui è possibile riqualificare beni pubblici abbandonati per restituirli alla comunità e renderli beni comuni, realmente di tutti, creando nel contempo occupazione giovanile e inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, senza alcuna spesa per la collettività.
Al Parco Cerillo è successo esattamente questo.
Ma la lezione che il Comune di Bacoli sta dando è che invece questa strada di cittadinanza attiva e di investimento sui giovani NON SI PUÒ FARE , visto che cancella la storia e i meriti di chi ci è riuscito, cancella i benefici e i servizi nati grazie a questo bene comune, cancella il modello virtuoso qui sperimetato che rappresenta un esempio per altri territori ed altre amministrazioni e arriva finanche a cancellare la cooperativa sociale e i suoi lavoratori che dopo tanti sforzi vengono cacciati via.

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